Pubblicato in: Book Challenge 2020

Mistica d'amore – BookChallenge 2020

Per la traccia normale era indicato di scegliere un libro con un titolo che esprima quello mi aspetto o auguro quest’anno. Ho trovato questo titolo molto congenito a cosa mi auguro e a cosa mi aspetto per quest’anno. Per prima cosa di credere: in me stessa, in quello che faccio, nella mia famiglia. Amore, può sembrare scontato e banale, in realtà trovo l’amore dei propri figli, della propria famiglia, il poter io stessa donare amore, è importante.

Alda Merini ha raccontato molto bene nella sua vita l’amore, la tragedia, la sofferenza. Mistica d’amore è una raccolta di cinque opere scritte tra il 2000 e il 2007, dedicate a figure fondamentali della cultura cristiana.
Le pagine di Corpo d’amore indagano sull’enigma della figura di Gesù e il potere del suo amore per gli uomini; queste riflessioni sono state riprese poi nel Poema della croce, al cui centro si staglia il teatro della crocifissione.

In Magnificat rivive una Vergine Maria umanissima e in Cantico dei Vangeli Pietro, Giovanni, Giuda, Pilato e Maria Maddalena intessono un dialogo con Gesù. Nell’ultimo, Francesco, il santo di Assisi è rievocato in un monologo che è al contempo confessione e preghiera. Ne è un grande poema di potente suggestione e forza espressiva.

Un libro ottimo per avvicinarsi a Alda Merini, ed entrare nel suo pensiero, nella sua visione di amore, di fede.

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L'uomo dal ventre di piombo – BookChallenge 2020

Questa è una traccia che più mi è piaciuta. Si tratta della Traccia Artista, bisognava abbinare il libro al quadro di Renoir “Ballo al Moulin de la Galette”.Ho scelto quindi un libro ambientato a Parigi, con una trama avvincente, ambientato nel 1761. Ci trova a pensare, a supporre, ad avere dubbi, a seguire in prima persona le indagini del protagonista Nicolas le Floch. Altro particolare, molto gradevole, vengono inserite nella narrazione ricette d’epoca assai molto accurata che spingono a essere appuntante.

Ma entriamo nel vivo della vicenda.
Nella casa del conte di Russec, ex brigadiere generale dell’esercito di Sua Maestà ed ora ambizioso cortigiano assai vicino al Delfino di Francia, viene rinvenuto cadavere il visconte Lionel de Ruissec, dissoluto figlio maggiore del generela, tenente delle guardie e giocatore incallito, apparentemente suicidatosi con un colpo di arma da fuoco dopo essersi chiuso dall’interno nella sua stanza.
Sul posto è chiamato d’urgenza il giovane commissario dello Chatelet, Nicolas le Floch, braccio destro del conte di Sartine, luogotenente generale di polizia, che gli ha affidato le inchieste straordinarie. All’acuto e attento commissario è subito chiaro che si tratta di una morte assai strana, a cominciare dall’aspetto terrificante del volto del visconte, fino ai tanti particolari incogrui nella sua stanza, ove giace riverso sotto la scrivania. Ben presto l’indagine si fa complessa, da una parte per l’ostilità aperta che da subito a Le Floch dimostra il vecchio e sdegnoso conto di Ruissec, dall’altra per l’improvviso alt all’autopsia che sul più bello arriva inspiegabilmente dal Ministro della Casa Reale. Altri fatti seguiranno a questa decisione, un tentativo di non far sapere chi è il vero assassino e depistaggi tramite uccisioni, riuscirà quindi le Floch a venire a capo del mistero? Con atmosfere alla Dumas, con descrizioni e scrittura scorrevole permette di entrare in questo romanzo, finendone protagonista.

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Ritratto di donna in cremisi – BookChallenge 2020

Secondo collegamento della nostra Book Challenge, della Traccia a Cascata, in quanto anche in questo libro si parla di una donna, che è la protagonista.

Ritratto di donna in cremisi di Simona Ahrnstedt, è un romanzo di formazione e resilienza, ambientato in Svezia. Racconta di una giovane donna, Beatrice, che rimasta orfana, cresce a casa dello zio paterno, ma purtroppo riesce a instaurare un rapporto unicamente con la cugina Sofia. Come funzionava all’epoca, ci troviamo nel 1880, erano gli uomini a scegliere, e così funziona per Beatrice, obbligata a dover sposare un anziano conte, un uomo senza scrupoli, misogino e violento.

Ma il cuore della ragazza appartiene a un altro uomo, un imprenditore norvegese, di nome Seth, dal carattere cupo ma dall’animo generoso, e tenterà quest’ultimo di salvarla dal destino che aspetta Beatrice. Devo ammettere che ho fatto molta fatica a finire il romanzo, e non perché non sia bello o perché non scritto bene: mi ha colpita motlissimo la ristrettezza della mentalità di quell’epoca in Svezia, in pieno contrasto con l’Europa dello stesso periodo. A Beatrice viene negata la possibilità di leggere libri e leggere quotidiani, ma la ribellione di questa ragazza la porta a leggere di nascosto.

Nonostante la pesantezza di certe situazioni, l’autrice riesce a essere scorrevole e chiara, e le descrizioni di ambienti e personaggi è estremamente minuziosa, permettendo a chi leggere di farsi un’idea visiva della scena. Consiglio questo romanzo a chi ha voglia di leggere di uno spaccato della Svezia di fine Ottocento, di conoscere la posizione della donna nella società dell’epoca, ma anche per chi ha voglia di leggere una travolgente storia d’amore.

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La vita segreta di Giuseppina Bonaparte – BookChallange 2020

Continua la nostra BookChallange, continuo con la Traccia a Cascata, e collego al libro “mani in copertina” La vita segreta di Giuseppina Bonaparte di Carolly Erickson, in quanto la protagonista è anche lei una figura importante della storia.

Nel libro si parla si parla, in maniera appassionante, la vita della prima moglie di Napoleone. E’ scritto in prima persona, il romanzo segue la protagonista lungo l’intero arco della sua esistenza, tracciando il ritratto a tutto tondo di una figura tanto sfaccettata e della sua epoca.

Giuseppina è ancora molto giovane quando lascia la sua famiglia e la colonia francese di Martinica, dove è nata e cresciuta, per sposare l’arrogante aristocratico Alexandre de Beauharnais. Nonostante la nascita di due figli, il loro legame non è felice e durante la Rivoluzione Francese e del Terrore, Giuseppina conosce la povertà e l’orrore della prigionia. Il suo fascino esotico e la sua inarrestabile ambizione la sorreggono nei momenti più difficili, sino all’incontro con Napoleone Bonaparte, che cambierà per sempre il suo destino.

E’ un libro che ti porta storicamente in mondi molto lontani, in cui ti fa entrare con molto veridicità nella sofferenza, nella povertà, nella paura ma anche nella rinascita, nella scoperta di una grande donna di cui si parla molto poco. Carrolly Erickson, famosa autrice di saggi e biografie storiche, non delude le aspettative e fa appassionare e scoprire una figura molto forte, che ha saputo far fronte alla sofferenza di una donna, anche nell’amore, dove non avrà mai al fianco l’uomo che amava davvero.

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Il diario segreto di Lucrezia Borgia – BookChallenge 2020

Ogni anno tento di partecipare alle varie Book Challenge, ma non le porto mai a termine. Poi ho trovato quella del gruppo Book Challenge: Il Torneo dei Lettori Professionisti, e me ne sono innamorata.

Per la traccia a cascata: un libro con le mani in copertina ho scelto Il diario di Lucrezia Borgia di Joachim Bouflet, storico e studioso di misticismo e religione.

Nel libro siamo nel 1519, dove Lucrezia Borgia ha 39 anni e si guarda indietro, facendo un bilancio della sua vita. I drammi e le gioie di una giovane donna, cresciuta in seno a una famiglia crudele, vengono affidati alle pagine di un diario. Costretta a tre matrimoni di interesse da suo padre, papa Alessandro VI, nel 1493 si lega a Giovanni sforza, nel 1498 ad Alfonso d’Aragona e nel 1502 ad Alfonso d’Este. Sullo sfondo lo scacchiere politico: l’avvicendarsi dei papi, la guerra contro i francesi di Carlo VIII, l’ascesa al trono di Luigi XII, l’affermazione e la caduta del Valentino. Nelle città e nelle grandi corti rinascimentali, come la Roma dei Borgia e dei Della Rovere, la Firenze dei Medici, la Ferrara estense, la Mantova dei Gonzaga, sfilano le figure mistiche delle “sante vive”, religiose di clausura da sempre molto influenti sulla giovane Lucrezia, e personaggi celebri e prestigiosi come Leonardo, Machiavelli, Savonarola, Pico della Mirandola, Tiziano, Michelangelo, Raffaello…

Lucrezia Borgia è uno di quei personaggi che tra miti e leggende, è passato alla storia. Ne hanno raccontato della sua vita, delle sue prodezze, in molti, e ogni volta con una veste differente. Tutta questa attenzione ne han fatto nascere vuote congetture, maldicenze, conclusioni sceniche, e fantasia.
Dipinta come la Regina dei Veleni, personificazione del Male, licenziosa, impura e assassina, amante incestuosa di suo padre e di suo fratello Cesare. Ma non è nulla di tutto ciò. Tanti sono i libri che hanno cercato di riabilitare la sua figura.

In questo libro possiamo trovare una Lucrezia allettata e sfinita a causa della sua ultima gravidanza, ormai conscia del fatto che non sopravvivrà al parto. Per questo decide di scrivere un diario negli ultimi giorni che le rimangono, destinato ai propri bambini, per far conoscere loro il suo vero passato, senza tentare di nobilitarlo o giustificarlo.
Diventata molto presto, a soli 13 anni, la pedina più importante della sua famiglia, Lucrezia viene data in moglie a Giovanni Sforza, matrimonio che verrà quasi subito annullato per non consumazione, macchiando irrimediabilmente la reputazione della ragazza, sulla quale iniziano a circolare le voci più infamanti, rendendo Lucrezia la donna più temuta e allo stesso tempo più ambita. Ad alimentare la leggenda nera dei Borgia contribuiscono anche le imprese del fratello, l’ambizioso Cesare, sospettato dell’assassinio del fratello Giovanni, un delitto rimasto per sempre irrisolto. Anche Cesare Borgia è un personaggio estremamente affascinante e meriterebbe un capitolo a parte.In questo diario Lucrezia descrive anche i suoi prossimi matrimoni, il secondo con Alfonso d’Aragona, figlio del sovrano di Napoli, e il terzo con Alfonso D’Este duca di Ferrara. L’unione con Alfonso d’Aragona segna l’inizio di una grande storia di vero amore, dal quale nasce un figlio: Rodrigo. Lucrezia conserva dei ricordi molto belli e speciali di questo periodo, narra di un amore passionale, vero e devoto. Però, purtroppo, anche questo secondo matrimonio si conclude nella tragedia, con l’assassinio del marito nel proprio letto. Lucrezia, straziata dal dolore, teme che il mandante dell’omicidio sia Cesare, ma anche in questo caso non ci sono prove certe. Per lei Alfonso rappresenterà per sempre il suo unico e vero amore, tanto da provare conforto nei suoi ultimi giorni di vita grazie alla speranza di riunirsi a lui. Il suo dolce ricordo non l’abbandonerà mai, fino alla fine. Ma il Papa non tarda a trovare per la figlia un nuovo sposo, arriva quindi il turno di Alfonso D’Este: il futuro suocero di Lucrezia non si dimostra bendisposto a questa unione, ma il Papa, grazie ad un’ingente dote e quasi ricattando la famiglia D’Este, incassa un’altra vittoria; abituato a trionfare con ogni mezzo e a qualunque prezzo. Per Lucrezia è il momento di iniziare una nuova vita a Ferrara, la corte più sfarzosa dell’epoca, ma inizialmente non sarà facile per lei, dovendosi scontrare con l’antipatia da parte del suocero e con la sua scandalosa reputazione. Ma ancora una volta questa dama si dimostra all’altezza della situazione; la corte degli Estensi è ben nota per il mecenatismo in campo artistico e Lucrezia si lascia attirare da questo fervore artistico e intellettuale, guadagnandosi l’amicizia di grandi nomi della storia dell’arte, come Leonardo, Michelangelo e soprattutto dell’umanista e poeta Pietro Bembo, con il quale stringe un forte rapporto platonico. Nel suo diario Lucrezia riporta tutte queste esperienze e descrive il suo matrimonio con il duca di Ferrara come una relazione basata non sull’amore, ma sulla stima e sul reciproco rispetto. Grazie a questa serenità riesce a vivere in modo più felice diciassette anni di matrimonio, donando ben sei figli al suo sposo. Lucrezia si dimostra molto brava a guadagnarsi l’ammirazione da parte della sua corte e della sua nuova famiglia, grazie ad una condotta irreprensibile e alle sue abilità nel risolvere alcune dispute politiche. La sua reputazione trae grande beneficio da questo suo spirito giusto, pio e benevolo. Essendo un’ottima diplomatica, Alfonso decide perfino di affidare a lei la conduzione politica e amministrativa del ducato in sua vece, quando necessario.

In questi anni di pace viene raggiunta dalla notizia della morte del padre e del fratello Cesare: una svolta nella sua vita. Lucrezia prova una grande tristezza, ma anche sollievo, perché finalmente è libera dalla morsa paterna e dalle ambizioni politiche di suo fratello. Non cova più avversione e riserva loro il suo completo perdono. Nonostante questo felice periodo l’abbia aiutata a redimersi, le dicerie (storicamente infondate) che l’accusano di incesto e omicidi continuano a circolare, arrivando fino ai giorni nostri. Per tradizione fu la donna più dissoluta del Rinascimento e una malvagia avvelenatrice, la femme fatale per eccellenza: in realtà era bella e intelligente, una perfetta castellana e la sua grazia fu lodata da molti narratori dell’epoca, come il Gianandrea Boccaccio (ambasciatore a Ferrara). Grazie ad una spietata storiografia, il personaggio di Lucrezia Borgia ha assunto diverse sfumature nel corso dei secoli, in verità fu una vittima, una delle donne più sfortunate della sua epoca. Tutte queste nuove sfaccettature della sua onesta figura vengono alla luce nel diario, grazie al quale Bouflet riesce a riscattare l’onore di questo grande personaggio, senza diminuirne il fascino storico. Dando alla luce una bambina, Lucrezia Borgia lascia questo mondo nel 1519, morendo di parto a soli trentanove anni. L’epilogo è riservato al duca Alfonso D’Este, il quale pare sinceramente e profondamente addolorato dalla morte della sua sposa, molto amata anche dai suoi figli e da tutti i cittadini di Ferrara.